Blog Poesie e racconti brevi

Giada

"Il mio diario segreto è diventato un blog"

Sono una studentessa, iscritta alla Facoltà di Storia. Nel tempo libero mi piace scrivere poesie e racconti brevi. Ho iniziato quando avevo circa dodici anni. Tra le pagine del “diario segreto” ho descritto il mio primo giorno di scuola. Quel giorno ero molto contenta. Iniziava l'avventura delle Medie. Non mi sentivo più bambina. Le emozioni erano confuse e le cose da scrivere, veramente, tante. Da lì in poi non ho più smesso e il diario segreto è diventato un blog.

Mi piace “fermare il tempo” delle mie giornate e condividere, in chiave di racconto o di poesia, qualcosa di me.

I personaggi che fanno parte delle mie storie sono quasi sempre di sesso femminile, ragazze, nella maggior parte dei casi, nelle quali rivedo parti di me. Le mie eroine vivono in un universo parallelo molto vicino a quello che, oggi, definiamo Cyber-Punk, e abitano una società non troppo diversa dalla nostra, utopica e distopica, dove vige il controllo, su tutto e su tutti, da parte di un Sistema molto simile a quello descritto da George Orwell. In questa società del futuro, le protagoniste dei miei racconti combattono per un ideale o lottano, semplicemente, per far conoscere una verità a molti sconosciuta. A differenza dei racconti, scrivere poesie mi permette di contattare le mie parti più tristi e scure.

I miei maggiori fan sono mia madre e i miei amici.

Sebbene i miei genitori si siano separati quando ero ancora una bambina, non ho vissuto un’infanzia “tragica”. I miei mi hanno sempre spiegato tutto. La loro sincerità mi ha aiutato ad accettare la loro decisione e a superare i momenti più difficili che spesso l'accompagnano. Sono figlia unica. Spesso ho combattuto la solitudine costruendomi una realtà alternativa, fatta di amici immaginari. Ne ho avuto parecchi. Anche le bambole potevano essere mie amiche.  La mia bambola preferita è una bambola di pezza. Si chiama Charlotte. Charlotte ha i capelli castani, le codine e un vestitino rosso tartan. Un po' mi somiglia per questo suo aspetto infantile.

La tristezza e la malinconia che caratterizza le mie poesie fa parte di me.

Amo molto Edgar Allan Poe e le sue atmosfere oscure e magiche. I suoi non sono, solo, racconti horror. Le sue trame toccano qualcosa di più profondo. Parlano delle paure che ci appartengono e che abitano in ognuno di noi. Uno dei miei racconti preferiti è “Il cuore rivelatore”. Racconta di un uomo che, dopo aver ucciso un anziano, viene perseguitato dal senso di colpa, rappresentato dal cuore del morto che, da sotto le assi del pavimento, continua a battere. Spesso mi sento così. Penso al futuro, alle difficoltà, all'Università e agli esami da sostenere, e la mia giornata sembra scandita, come un orologio, da questi pensieri e, come il protagonista, sento di impazzire.

Porto, sempre con me una collana.

Appesa ad un cordoncino c'è un’ala. È un ricordo, ma anche un portafortuna. È un pezzo di un acchiappa-sogni che mi è stato regalato da un ragazzo conosciuto in Tunisia.  Lavorava in una bancarella e, poco prima di partire, mi ha fatto questo regalo. Da grande mi piacerebbe fare la professoressa di storia e insegnare al Liceo. Quando andavo a scuola ho avuto la fortuna di incontrare insegnanti, non solo molto preparati, ma anche attenti ai miei momenti di difficoltà. Vorrei fare lo stesso. Vorrei insegnare e allo stesso tempo essere una guida per chi magari, in particolari momenti, si sente un po' perso nella vita.

 

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