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La perdita dei miei genitori ha cambiato la mia vita - Andrea - Aqcciacunti

Andrea

"Preferisco una vita breve ma intensa che una lunga e noiosa"

Raccontare chi sono non è facile. Per descrivermi direi che sono una persona che ama molto la vita e che adora questa città. Negli ultimi anni, dopo la perdita dei miei genitori, tutto è cambiato. Circondato da troppo amore e da troppo ottimismo, ho fatto i conti con il senso d'impotenza e di perdita ed ho scoperto che era più difficile di quanto pensassi. Non trovavo dentro di me la forza e la motivazione per andare avanti. Ogni giorno mi domandavo se ne valesse la pena e troppo spesso la risposta era no.

Ho sempre pensato alla vita come ad “incastri di tempo”.

Ero bravo quando riuscivo ad incastrare tutto nel modo giusto. Tre erano le cose fondamentali: il divertimento, lo sport ed il lavoro. Sono andato via dopo la morte di mia madre. Poi ho capito che partire, lasciando in sospeso alcune cose, non faceva di me un uomo. La casa dei miei genitori ha ancora gli addobbi dell'ultimo Natale trascorso insieme. Quando mi capita di andarci è per cercare qualcosa che è andato perso.

Il rapporto con mio fratello è complicato ma non conflittuale.

Io e lui siamo due persone con una grossa sensibilità, ci conosciamo molto e sappiamo esattamente quali sono i nostri punti deboli. Per caso, come quando tiri un dado e ti rimetti alla decisione della sorte, ho deciso di studiare medicina. Avrei potuto fare il cuoco, il medico o l'autista. Alla fine ho scelto medicina perché era, tra le tante, l'unica che mi permetteva di essere generoso, di sentirmi libero e di sfamarmi.

Per mio padre ero un amico.

Con lui parlavo di arte e di viaggi, raccontavo le mie avventure professionali di giovane medico e lui sembrava esserne orgoglioso. Tutto quello che io leggevo lo scoprivo tramite mia madre. Mentre papà aveva una cultura “curtigghiara” e sarebbe stato ore a discutere di tizio o di caio e della sua Palermo, con mia madre gli argomenti di discussione spaziavano dal dal rock al cinema. Aveva una memoria incredibile e una cultura eclettica. Era la persona di cui sicuramente, avevo più paura e della quale temevo un eventuale giudizio negativo.

Grazie al mio lavoro ho sviluppato la capacita di ascoltare il punto di di vista dell'altro.

In questo sono uguale a mia madre. Spero tra cinque anni di potere raccontare di avere vissuto in almeno altre due parti del mondo diverse.

 

Incastri di tempo

 

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