Mamma all'estero. Palermo

Eleonora

"Mi piace dormire, fotografare, conoscere sempre nuova gente."

Sono un po' incasinata. Sono una mamma, una fotografa, una che cerca quotidianamente sé stessa. Sono insicura, amo la gente e il mondo che abito. Solo dopo molto tempo, con la nascita dei miei figli, ho trovato un “centro”. Adesso che sono grandi mi sembra di averlo riperso. Vivo veramente alla giornata. Mi piace dormire, fotografare, conoscere sempre nuova gente. Ho vissuto a Palermo fino all'età di 29 anni. Per l'infanzia che mi ha fatto vivere, sono arrivata a detestare questa città. Volevo andare via e così ho fatto. Ora, dopo 10 anni, di vita all'estero, ne sento la mancanza.

Mi piacerebbe tornare, per trovare un mio spazio.

Nel frattempo continuo a fare la mamma, continuo ad essere criticata, continuo a fregarmene, forse, anche più di prima. Ricordo la mia infanzia. Siamo cresciute da sole, io, mia sorella e mia madre. Avevamo solo i miei nonni e i miei cugini. Mi sono sentita abbandonata da mia madre, abbandonata da mio padre. Ho sentito moltissimo la mancanza della figura paterna. Con mia sorella vivevamo la vita in maniera ritirata. Più che privilegiate siamo state svantaggiate, sempre. Eravamo tagliate fuori. Tagliate fuori dal lavoro di mio padre e dalla sua vita. Non c'erano gli amici dei genitori e i figli degli amici. Non esisteva il pranzo della domenica. Non c'era mio padre per il compleanno. Tornava tardi anche a Natale. Nonostante tutto siamo cresciute nel rispetto di determinati valori, che ancora oggi mi ritrovo: il valore dell'onestà, il valore della famiglia, l'orgoglio di essere come siamo e la consapevolezza di essere diversi, immuni alle critiche e alle bugie.

Dell'infanzia ricordo il “suono” delle zanzare in camera mia.

Io e mia sorella le schiacciavamo contro il muro. Ricordo anche mio padre che canta, stonatissimo, “How many roads must a man...”. Non ho mai capito che canzone fosse fino a quando l'ho ascoltata e ho ricollegato le parole. Non scelgo niente, le cose mi capitano, non riesco a scegliere. Vivo la vita come viene. A 23 anni mi sono innamorata di un uomo stupendo conosciuto in biblioteca, sono rimasta incinta del mio primo figlio e mi sono sposata. Siamo partiti 10 anni fa. Prima Parigi, poi il Canada. Eravamo partiti con l'idea di rimanere fuori solo un anno ed è diventata una vita. Ora, da un anno e mezzo, ho ricominciato a venire a Palermo, da sola o con i miei figli. Per adesso sono qua.

Fare fotografie mi aiuta a vivere.

Mi distacco da me stessa e vivo, per un attimo, la vita degli altri. Un posto dove adoro stare è l'amaca. Mi ricorda le possibilità: non dormi, non sei sveglio, sei tutto, sei niente. La puoi chiudere e sei solo, la puoi aprire e sei con gli altri. Ti fermi, dondoli, leggi, parli.mMio padre l'ho sempre adorato ma non ho, mai, ammesso di soffrire a causa sua. Lui era spesso assente. Lo amavo molto, avrei avuto bisogno di essere più protetta, coccolata, ricevere più attenzioni. Adesso, da quando ho iniziato a scendere più spesso a Palermo, mi sembra di recuperare pezzi della mia infanzia. Da ragazzina avevo rifiuto di tutto: la gente, la città. Ero molto chiusa, incazzata. Molti pensavano fossi superba quando, invece, ero semplicemente chiusa.

Parto dal presupposto che tutti gli esseri umani sono uguali.

Tratto tutti allo steso modo: un bambino di 4 anni, uno zingaro, un direttore d'orchestra. Con quest'idea ho cresciuto i miei figli. L'unica regola che gli ho dato è cercare di essere felici, educati e guardarsi le spalle. Ho sempre trattato i miei figli come tratto me stessa. Da un po' di tempo ho iniziato a sentirmi stretta dentro questo ruolo di “mamma” e sto cercando di ritagliarmi alcuni spazi per pensare, nuovamente, a me stessa. Sono sempre stata considerata una “sballata". E' vero, ho fatto cose strane ma le ho fatte sempre con purezza e con la bellezza dentro. Pur essendo mamma, provo ancora meraviglia guardando i bambini, appena nati. Mi fanno pensare che il mondo è bello. I miei figli sono la gioia della mia vita. Sono la cosa che mi ha salvato da me stessa. Hanno fatto uscire il lato più sano di me. Quando sono nati, quello era il mio mondo. No c'era nulla di più intensamente bello e importante. Non desideravo altro.

 

Ascolta Eleonora


 

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