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il racconto di Youssif - Aqcciacunti - Storie di Palermo

Yousif

"Sono un iracheno che vive, lavora e ama Palermo"

Faccio il cantastorie, scrivo e dipingo. Sono partito dall'Iraq per studiare regia cinematografica. In quel periodo c'era la guerra contro l'Iran e sono scappato. Da allora scappo. Nel 1989 sono arrivato qui e non mi sono più mosso. Palermo è una città strana. Ha qualcosa che butta fuori e qualcosa che rimane dentro. Palermo è la sintesi di tante città e di tanti popoli. Palermo ha un’anima. Chi viene da fuori tocca quest'anima e spesso ci rimane. Questo è il destino delle isole. Chiunque va in un’isola rimane impigliato. Diventi isola e per andare come per venire devi superare una grande prova. Nonostante tutto, è più facile restare che andare via.

La mia infanzia è stata bella, molto bella.

Negli anni '60 i tempi erano diversi, il mondo era diverso, o forse soltanto i miei occhi erano differenti. Vengo da Baghdad. La mia origine è contadina. Il silenzio è il più grande dei suoni. Quando afferri l'essenza del silenzio afferri il suono del mondo. Qualsiasi cosa io faccia, la faccio per le strade di Palermo. Camminando faccio le prove, camminando scrivo i testi dei miei spettacoli, camminando cerco di risolvere i problemi. Quando non riesco a fare più nulla torno a casa.

La meraviglia è qualcosa che non hai toccato prima, una sensazione che apre qualcosa dentro la tua essenza.

Mi meraviglia ancora la guerra. Più invecchio, più non capisco le guerre e la cultura della morte. Non so che risposta darmi per spiegare la cattiveria del mondo. Se noi facciamo attenzione ai suoni e a questi piccoli fracassi non c'è nulla che non abbia un senso. Forse, anche le cose che non capiamo, delle quali non cogliamo la logica, hanno un senso. La grande forza della poesia e del racconto è che quando scrivi o parli questo diventa l'autobiografia dell'altro. Il racconto non è solo un elenco di personaggi e di eventi ma diventa un viaggio prima dentro di te e poi verso gli altri.

Tutto è racconto.

Il corpo, l'uomo, gli alberi, la spazzatura in un angolo di strada, la macchina mal parcheggiata, l'uomo senza nessuna intenzione fermo per strada. Tutto è racconto. Il racconto non salva nessuno, però ti allarga il cuore. Allarga la tua esistenza. Ci sono tante coincidenze che si incontrano e questo è bello. C'è sempre tanto da fare. Le coincidenze le devi saper gestire.

 

Camminando con Yousif

 

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