Tiziana

"Faccio la pupara"

Sono nata in una famiglia che ha un mestiere antico che si tramanda per tradizione: l’Opera dei Pupi. Sono la prima figlia. Non avendo figli maschi, mio padre mi portava sempre con lui a lavoro. Il mio apprendistato è cominciato nel teatrino, quando mio padre lavorava con mio nonno. Il mestiere dei Pupi non si può insegnare a parole. Bisogna vedere, osservare, stare in silenzio, capire quello che succede, perchè è tutto molto ritmico. Quando avevo nove anni andavo con mio padre a suonare il pianino durante gli spettacoli che facevamo, per i turisti, al Museo Pitrè. Mio padre per fare lo spettacolo si serviva di un aiutante. Un giorno si è assentato  e mio padre ha deciso di far provare me.

Quello del puparo è un mestiere maschile.

I padri desiderano avere figli maschi perchè i Pupi sono pesanti e, per una donna,  complicati da manovrare. Le donne sono sempre esistite.  Il loro compito era quello di cucire i vestiti, e  pulire i pupi. I maschi, anche se meno esperti, venivano, invece, impiegati sulla scena. Io sono sempre stata l’ultima scelta, forse perchè, a differenza dei maschi, una donna crea sempre scompiglio.

Indifferente alle critiche e ai luoghi comuni, ho continuato a lavorare.

Oggi posso dire: "faccio la pupara". Ho provato a fare altre cose nella vita ma,  poi, i Pupi mi hanno sempre "richiamato". Ci sono due scuole di pensiero o, meglio, due modi di recitare nello spettacolo: quello in cui il puparo fa  le voci di tutti i personaggi e, quello dove il puparo divide la scena con l’aiutante. Mio padre e mio nonno hanno sempre lavorato  insieme. Lo stesso è successo a me. Io e mio padre abbiamo sempre lavorato insieme. Lui mi faceva fare le voci delle donne e quelle degli angeli.

Il personaggio per me più bello è quello di Bradamante.

E' l’unica donna paladino in un Medioevo in cui le donne o andavano in convento, o cucivano, o venivano date in sposa per rinsaldare i legami e le alleanze tra le famiglie nobili. Pur essendo pari a Orlando e a Rinaldo, Bradamante non ha incantesimi o magie particolari.  É lei nuda e cruda, con la sua forza di volontà. Il mio futuro è incerto. Quando ero piccola mio nonno diceva a mio padre: "trovati un altro mestiere", perché l’Opera dei Pupi stava morendo. Sono passarti trent’anni e siamo ancora qui a fare spettacoli. Ho due figli maschi, ma non so se sia giusto spingerli in questa direzione.

Mi meravigliano molto i bambini.

Noi facciamo un sacco di spettacoli per loro. Il mondo dovrebbe essere fatto solo di bambini. Mi piace sentirli  ridere. Noi facciamo uno spettacolo per loro e c’è una battuta che dice: “Ohhh la pasta con i bromboli!”. Io questa frase la sento da quando avevo dieci anni, ma non sai la gioia che provo quando li sento ridere per questa battuta.

 

Il rumore della vita di Tiziana


 

E tu? Aqcciacunti? Condividi con i tuoi amici Share on FacebookEmail this to someoneTweet about this on TwitterPin on Pinterest